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Siamo realisti,vogliamo l'impossibile. Che

November 17

brecht

di Bertolt Brecht - Berlino, 1932

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me,
e non c'era rimasto nessuno a protestare
______________________________________________________
November 05

ferrero

FERRERO: CROCEFISSO, DAL PDL REAZIONI SCOMPOSTE E DOPPIA MORALE DEI LORO POLITICI DAVVERO DISGUSTOSA.
martedì 03 novembre 2009
 
Le scomposte reazioni che stanno giungendo da parte di diversi ministri (Gelmini, Zaia) e di molti uomini politici del centrodestra alla sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo contro la presenza del crocefisso nelle aule scolastiche sono incredibili e inaccettabili. La sentenza europea è una sentenza di assoluta laicità e di pieno rispetto delle persone e delle tradizioni religiose di tutti.
La doppia morale dei politici di centrodestra, cattolici bigotti sul piano pubblico e fin troppo permissiva su quello privato e della vita quotidiana,è davvero disgustosa.
 
 
November 02

mele

Sono marce le mele o l'albero?

di Davide Di Lorenzo *

su Prc del 02/11/2009

In questa Italia di moralisti e puritani, dove una vita è una vita e va mantenuta tale anche quando non è più in grado di mangiare, bere, respirare da sola, anche se non è più in grado di sentire, in questa italietta di percezione della sicurezza e lotta tra i poveri, un ragazzo di trentun’anni, in piena salute, entra in carcere per un reato ridicolo (venti grammi di droga) e non ne esce più.
I carabiniere accusano la polizia penitenziaria, la polizia accusa carabinieri e medici (che hanno lasciato morire un ragazzo perché a loro dire rifiutava le cure, peccato che non fosse già in uno stato vegetativo) e i ministri competenti (?) assolvono tutti, La Russa garantendo che se ci sono state colpe vanno indagate, ma sicuramente non sono stati i carabinieri (facendosi rispondere che ha perso una buona occasione per stare zitto perfino dal segretario del Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria, Donato Capace), e Alfano affermando che il ragazzo sia caduto dalle scale.
Noi non conosciamo le fonti di questi ministri, non sappiamo come abbiano fatto in pochi giorni ad aprire un’inchiesta e già dare la sentenza, ma tutti noi cittadini ci auguriamo che il ministro della giustizia riesca ad applicare questa celerità anche nei confronti del presidente del consiglio.
Nel frattempo mi auguro che questi non siano stati tentativi di deviare le indagini o di insabbiarle (come tante volte è accaduto nella storia di questa fragile repubblica) sempre, si intende, per salvare lo spirito di corpo che anima la buonafede di questi ministri.
Però come si sa, a pensar male si fa peccato ma a volte ci si azzecca, e forse questo potrebbe essere uno di quei casi in cui non ci sono solo mele marce isolate che hanno devastato il corpo di questo ragazzo, con il coraggio di chi in gruppo massacra un uomo di 40 chili. In questo caso Stefano è passato tra le mani di più di una forza di polizia e quindi di molti agenti, si può sospettare che non sia uno solo ad aver commesso questa terribile violenza e che ci sia stato più di qualcuno ad aver visto i segni e non si sia insospettito tanto da denunciarli, e magari i casi isolati (Bianzino, Aldrovandi, e chissà quanti altri che potrebbero non aver oltrepassato le mura dei carceri o delle caserme, oppure le azioni di ricatto e intimidazioni cui abbiamo assistito nel caso Marrazzo) non sono proprio tanto isolati, ma fanno parte di una mentalità securitaria e violenta che ha colpito i vari corpi di polizia quanto, e forse più, ha colpito tutto il resto della società.
Io non sono spaventato tanto da chi ha commesso questi atti (che spero siano solo una minoranza), ma sono spaventato ancora di più da chi li copre, da chi si nasconde anziché denunciare, da questo silenzio che sembra tanto omertà e che per difendere il già citato spirito di corpo passa sopra ai principi che questi uomini dovrebbero difendere.

Non è più possibile tacere su queste tragedie, ed è necessario che il governo prenda dei provvedimenti chiari per contrastare questo fenomeno. Per questo chiediamo per prima cosa l’introduzione del reato di tortura, affossato dallo scorso governo Berlusconi proprio per le spinte delle forze più reazionarie del governo.
Come secondo provvedimento necessario per rendere l’Italia un paese un po’ più civile, chiediamo l’abrogazione della legge Fini-Giovanardi (sulla quale almeno uno dei firmatari ha ammesso di avere qualche perplessità) e una revisione del codice penale così da impedire di arrestare e trattenere in carcere chiunque sia fermato per qualsiasi reato minore, come il possesso di qualche grammo di sostanze stupefacenti, così da prevenire ed impedire che queste mele marce cadano dall’albero proprio quando sotto passa qualche innocente.
Infine, per iniziare con il buon esempio, chiediamo che i ministri che si sono affrettati a dare delle sentenze prima che la magistratura potesse fare il proprio lavoro, dimostrino buonsenso e rispetto per le persone che in questo momento stanno soffrendo per questo crimine e si dimettano.

* Resp. Antifascismo Gc Roma

October 31

lavoro

Il 30 e il 31 ottobre Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani lanciano, attraverso 200 gazebi in tutto il territorio del Veneto (piazze principali e luoghi di lavoro), la Campagna “Prima il Lavoro”. Nei gazebo sarà possibile aderire alla Federazione della Sinistra in Veneto.
La campagna “PRIMA IL LAVORO” prevede la presentazione di:
Proposte di legge regionali: per continuità produttiva per le piccole e medie imprese e per la riqualificazione tecnologica ed ecologica, contrasto alla delocalizzazione, reddito sociale.
Proposte alla Regione per il Parlamento ed il Governo: blocco dei licenziamenti, ammortizzatori sociali per tutti e per tutte, abolizione della precarietà.
Petizione popolare: raccolta firme contro la crisi per il sostegno a lavoratori e precari.

1.BLOCCO DEI LICENZIAMENTI.
Per la durata di 36 mesi le imprese non possono effettuare licenziamenti come conseguenza della sospensione degli articoli 4, 5 e 24 della legge n.23, luglio 1991. Pertanto, potranno essere utilizzati esclusivamente i Contratti di solidarietà e la Cassa integrazione straordinaria.
2.ESTENSIONE E RAFFORZAMENTO DEGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI.
Per arginare la dilagante insicurezza sociale si propone un intervento di estensione e rafforzamento del sistema di ammortizzatori sociali.
In caso di sospensione dell’attività lavorative, si applica a tutti i lavoratori, eliminando la durata dell’applicazione degli strumenti di ammortizzazione sociale, considerandoli terminati solo al momento dell’ottenimento di un nuovo contratto di lavoro. Al tempo stesso va adeguata l’erogazione monetaria di tali ammortizzatori. Tale misura va estesa a tutte le aziende anche con meno di 15 dipendenti e a tutti i licenziamenti derivati da contratti precari.
3.LEGGE REGIONALE CONTRO LE DELOCALIZZAZIONI.
L’approvazione di una Legge Regionale è necessaria per ostacolare le delocalizzazioni. I contratti  tra regione ed imprese, proposti nel pdl regionale, consistono nella definizione di accordi “pubblico/privato”, finalizzati al riconoscere incentivi economici a quelle realtà che, fermo restando il mantenimento dei livelli occupazionali, si impegnino a stabilizzare i rapporti di lavoro ed a non delocalizzare per almeno 25 anni, dal momento dell’erogazione dei contributi, l’azienda stessa, sanzionando la violazione del patto con la restituzione dei finanziamenti ricevuti. Molti sono i casi d’imprese che cessano l’attività produttiva nonostante siano in attivo e nelle condizioni di proseguire senza alcuna difficoltà la produzione. In questi casi, a tutela dell’occupazione, può rappresentare un salvataggio dei redditi lavorativi la possibilità di agevolare, sostenere e attivare forme di autoimprenditorialità collettiva, percorsi atti alla tutela degli insediamenti produttivi tramite la creazione di forme societarie a partecipazione pubblica e con il diretto coinvolgimento e partecipazione dei lavoratori interessati.
4.SUPERAMENTO L. 30 E PRECARIETÀ.
L’obiettivo è quello di superare la precarizzazione dei rapporti di lavoro connessa con il forte degrado delle tutele del lavoro che si è verificata negli ultimi 15/20 anni. Si tratta di riunificare il mondo del lavoro superando la fittizia distinzione tra lavoro subordinato e parasubordinato, semplificando e unificando le tipologie contrattuali, stabilendo che la forma tipica del contratto di lavoro è quello a tempo indeterminato e, quindi, introducendo severi limiti all’utilizzo di contratti a tempo determinato, al sistema degli appalti, della cessione del ramo di impresa e della fittizia separazione tra imprese dello stesso gruppo.
5.REDDITO SOCIALE.
La Regione Veneto riconosce il reddito sociale a disoccupati, inoccupati, precari quale misura di contrasto alla disuguaglianza sociale. Eroga un contributo monetario mensile che consenta condizioni di vita libera e dignitosa (chiedendo che la legislazione nazionale elimini il tetto sulla Cassa integrazione e lo riporti all’80% del salario).Esenta totalmente i beneficiari dal pagamento del ticket sanitario, promuove convenzioni con i Comuni per garantire la riduzione del 50% dei servizi di trasporto e quelli sociali, educativi e formativi, la riduzione del 30% per fruire di attività culturali e la gratuità dei libri di testo scolastici. Garantisce fideiussioni per mutui sulla prima casa e prestiti sull’onore, stipulando convenzioni con le Fondazioni bancarie e forme di sostegno al pagamento dell’affitto di casa.
Si ha decadenza dalle prestazioni per assunzione a tempo indeterminato, attività lavorativa di natura autonoma e rifiuto di una proposta di lavoro del Centro per l’impiego.
6.POLITICHE INDUSTRIALI - DIFESA DELL’OCCUPAZIONE NELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE.
La Regionalizzazione del decreto legislativo n. 270/99 è essenziale per impegnare il Governo Regionale, con la nomina dei commissari, in una politica di intervento verso le aziende in crisi, lasciando a livello centrale solo i grandi gruppi, con più sedi e più di 2.000 dipendenti.
La Regionalizzazione deve accompagnarsi con:
1. L’eliminazione dei limiti dimensionali per permettere l’intervento pubblico su tutte le aziende in crisi.
2. Una più esplicita possibilità giuridica del sindacato di chiedere l’intervento straordinario, finalizzato alla tutela dell’occupazione.
3.La costituzione di un fondo pubblico di garanzia che sostenga i commissari nella loro opera di ricostruzione aziendale, con finanza e servizi.
4. La costituzione di un albo pubblico dei commissari nel quale la graduatoria derivi dai risultati ottenuti nell’opera di risanamento più che in quella di liquidazione.
5. La costituzione di una società pubblica regionale incaricata di realizzare interventi attivi di reindustrializzazione, riqualificazione e riconversione industriale con la finalità di realizzare politiche industriali finalizzate all’occupazione e alla qualificazione del tessuto produttivo.
 
October 30

sit-in

Carcere, morte Cucchi - Sit-in Palazzo Chigi giovani Pdci e Prc
venerdì 30 ottobre 2009

"APPELLO A NAPOLITANO: SERVE VERITA' E GIUSTIZIA"

“Presidente Napolitano, le foto diffuse ieri coraggiosamente dalla famiglia di Stefano Cucchi meritano verità e giustizia. Un Paese democratico non può tollerare che un giovane possa morire in carcere per il semplice possesso di una ventina di grammi di droga e in modo così barbaro e selvaggio. Un Paese civile non può permettersi l’ennesimo caso di ‘sospensione’ della democrazia. Chiediamo un Suo autorevole intervento al fine di fare piena luce su una vicenda che ha scosso tutti gli italiani, giovani in primis”. E’ quanto affermano i giovani della Fgci, l’organizzazione giovanile del PdCI, e dei Giovani Comunisti del PRC, che oggi pomeriggio, insieme all'Unione degli Studenti, dalle ore 15 saranno sotto Palazzo Chigi, sede del Governo, per un sit-in spontaneo di protesta, in un appello inviato al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
 
 

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