gino's profileSiamo realisti,vogliamo ...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
Siamo realisti,vogliamo l'impossibile. CheNovember 17 brechtdi Bertolt Brecht - Berlino, 1932 Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, ed io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c'era rimasto nessuno a protestare ______________________________________________________ November 05 ferrero
November 02 meleSono marce le mele o l'albero? di Davide Di Lorenzo * su Prc del 02/11/2009 In questa Italia di moralisti e puritani, dove una vita è una vita e va mantenuta tale anche quando non è più in grado di mangiare, bere, respirare da sola, anche se non è più in grado di sentire, in questa italietta di percezione della sicurezza e lotta tra i poveri, un ragazzo di trentun’anni, in piena salute, entra in carcere per un reato ridicolo (venti grammi di droga) e non ne esce più. October 31 lavoroIl 30 e il 31 ottobre Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani lanciano, attraverso 200 gazebi in tutto il territorio del Veneto (piazze principali e luoghi di lavoro), la Campagna “Prima il Lavoro”. Nei gazebo sarà possibile aderire alla Federazione della Sinistra in Veneto.
La campagna “PRIMA IL LAVORO” prevede la presentazione di: Proposte di legge regionali: per continuità produttiva per le piccole e medie imprese e per la riqualificazione tecnologica ed ecologica, contrasto alla delocalizzazione, reddito sociale.
Proposte alla Regione per il Parlamento ed il Governo: blocco dei licenziamenti, ammortizzatori sociali per tutti e per tutte, abolizione della precarietà.
Petizione popolare: raccolta firme contro la crisi per il sostegno a lavoratori e precari.
1.BLOCCO DEI LICENZIAMENTI. Per la durata di 36 mesi le imprese non possono effettuare licenziamenti come conseguenza della sospensione degli articoli 4, 5 e 24 della legge n.23, luglio 1991. Pertanto, potranno essere utilizzati esclusivamente i Contratti di solidarietà e la Cassa integrazione straordinaria. 2.ESTENSIONE E RAFFORZAMENTO DEGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI.
Per arginare la dilagante insicurezza sociale si propone un intervento di estensione e rafforzamento del sistema di ammortizzatori sociali. In caso di sospensione dell’attività lavorative, si applica a tutti i lavoratori, eliminando la durata dell’applicazione degli strumenti di ammortizzazione sociale, considerandoli terminati solo al momento dell’ottenimento di un nuovo contratto di lavoro. Al tempo stesso va adeguata l’erogazione monetaria di tali ammortizzatori. Tale misura va estesa a tutte le aziende anche con meno di 15 dipendenti e a tutti i licenziamenti derivati da contratti precari. 3.LEGGE REGIONALE CONTRO LE DELOCALIZZAZIONI.
L’approvazione di una Legge Regionale è necessaria per ostacolare le delocalizzazioni. I contratti tra regione ed imprese, proposti nel pdl regionale, consistono nella definizione di accordi “pubblico/privato”, finalizzati al riconoscere incentivi economici a quelle realtà che, fermo restando il mantenimento dei livelli occupazionali, si impegnino a stabilizzare i rapporti di lavoro ed a non delocalizzare per almeno 25 anni, dal momento dell’erogazione dei contributi, l’azienda stessa, sanzionando la violazione del patto con la restituzione dei finanziamenti ricevuti. Molti sono i casi d’imprese che cessano l’attività produttiva nonostante siano in attivo e nelle condizioni di proseguire senza alcuna difficoltà la produzione. In questi casi, a tutela dell’occupazione, può rappresentare un salvataggio dei redditi lavorativi la possibilità di agevolare, sostenere e attivare forme di autoimprenditorialità collettiva, percorsi atti alla tutela degli insediamenti produttivi tramite la creazione di forme societarie a partecipazione pubblica e con il diretto coinvolgimento e partecipazione dei lavoratori interessati. 4.SUPERAMENTO L. 30 E PRECARIETÀ.
L’obiettivo è quello di superare la precarizzazione dei rapporti di lavoro connessa con il forte degrado delle tutele del lavoro che si è verificata negli ultimi 15/20 anni. Si tratta di riunificare il mondo del lavoro superando la fittizia distinzione tra lavoro subordinato e parasubordinato, semplificando e unificando le tipologie contrattuali, stabilendo che la forma tipica del contratto di lavoro è quello a tempo indeterminato e, quindi, introducendo severi limiti all’utilizzo di contratti a tempo determinato, al sistema degli appalti, della cessione del ramo di impresa e della fittizia separazione tra imprese dello stesso gruppo. 5.REDDITO SOCIALE.
La Regione Veneto riconosce il reddito sociale a disoccupati, inoccupati, precari quale misura di contrasto alla disuguaglianza sociale. Eroga un contributo monetario mensile che consenta condizioni di vita libera e dignitosa (chiedendo che la legislazione nazionale elimini il tetto sulla Cassa integrazione e lo riporti all’80% del salario).Esenta totalmente i beneficiari dal pagamento del ticket sanitario, promuove convenzioni con i Comuni per garantire la riduzione del 50% dei servizi di trasporto e quelli sociali, educativi e formativi, la riduzione del 30% per fruire di attività culturali e la gratuità dei libri di testo scolastici. Garantisce fideiussioni per mutui sulla prima casa e prestiti sull’onore, stipulando convenzioni con le Fondazioni bancarie e forme di sostegno al pagamento dell’affitto di casa. Si ha decadenza dalle prestazioni per assunzione a tempo indeterminato, attività lavorativa di natura autonoma e rifiuto di una proposta di lavoro del Centro per l’impiego. 6.POLITICHE INDUSTRIALI - DIFESA DELL’OCCUPAZIONE NELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE.
La Regionalizzazione del decreto legislativo n. 270/99 è essenziale per impegnare il Governo Regionale, con la nomina dei commissari, in una politica di intervento verso le aziende in crisi, lasciando a livello centrale solo i grandi gruppi, con più sedi e più di 2.000 dipendenti. La Regionalizzazione deve accompagnarsi con: 1. L’eliminazione dei limiti dimensionali per permettere l’intervento pubblico su tutte le aziende in crisi. 2. Una più esplicita possibilità giuridica del sindacato di chiedere l’intervento straordinario, finalizzato alla tutela dell’occupazione. 3.La costituzione di un fondo pubblico di garanzia che sostenga i commissari nella loro opera di ricostruzione aziendale, con finanza e servizi. 4. La costituzione di un albo pubblico dei commissari nel quale la graduatoria derivi dai risultati ottenuti nell’opera di risanamento più che in quella di liquidazione. 5. La costituzione di una società pubblica regionale incaricata di realizzare interventi attivi di reindustrializzazione, riqualificazione e riconversione industriale con la finalità di realizzare politiche industriali finalizzate all’occupazione e alla qualificazione del tessuto produttivo. October 30 sit-in
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